(ANSA) - ROMA, 18 APR - Quasi un uomo su tre tra chi chiede
il test del Dna mosso dal forte dubbio di essere padre del
figlio della propria partner scopre che veramente non e' il
padre del bambino.
E' quanto dimostrato in un'indagine mondiale diretta da
Kermyt Anderson della University of Oklahoma e del Center for
Applied Social Research pubblicata sulla rivista Current
Anthropology. E in questo gruppo le percentuali di coloro che
non sono i veri padri sono le stesse in tutti i paesi studiati,
67 in tutto in diversi continenti. Pero' una quota notevole
degli uomini che dubitano fortemente della propria paternita' e
chiedono il test del Dna (il 70 per cento del totale dei
dubbiosi) in realta' sbagliano e sono veramente i padri del
figlio della propria partner.
Oggi, complice anche la rapida possibilita' di eseguire il
test che alcuni produttori permettono di acquistare anche su
internet, si moltiplicano gli uomini che, piu' o meno insicuri
della propria paternita', decidono di sottoporre il bambino e se
stessi al test del confronto del Dna.
Finora pero' mancava uno studio su vasta scala per capire
veramente il fenomeno che ha implicazioni dirette anche sulla
crescita del bambino, perche' in genere la scoperta della non
paternita' biologica puo' incrinare il rapporto tra i partner e
rendere il padre non biologico meno incline a provvedere al
figlio.
Gli esperti hanno quindi studiato quanto i risultati veri dei
test di paternita' corrispondessero a quelli attesi dagli uomini
in due gruppi di maschi: coloro che hanno fatto il test pur
essendo sicurissimi di essere padri del bambino e coloro che
invece lo hanno eseguito in quanto nutrivano forti dubbi a
riguardo.
Nel primo caso, e c'era d'aspettarselo, i risultati dei test
corrispondono al 98% a quanto gli uomini si aspettavano di
trovare, ossia di essere veramente i padri biologici.
Invece quando a fare il test sono stati uomini in dubbio
della propria paternita' e' risultato che il 30% di loro, ovvero
quasi uno su tre, non era poi effettivamente il padre biologico
del bambino. Il restante 70% degli uomini invece apprendeva dal
test di essere veramente padre del bambino, nonostante avesse
fortemente dubitato di cio'.
I ricercatori concludono dunque sottolineando che per quanto
le false paternita' siano una quota da non trascurare, (il 30%
di chi fa il test mosso da dubbi), una buona quota di questi
uomini dubbiosi in realta' e' solo malfidata nei confronti della
partner, salvo poi scoprire di aver torto.
Dalle indagini a campione che normalmente si fanno nei
laboratori di diagnosi genetica e molecolare di tutto il mondo
risulta che dal 5 al 10% dei figli siano illegittimi, ha
spiegato Bruno Dalla Piccola, genetista medico dell'Istituto
Mendel dell'Universita' "La Sapienza di Roma; il dato reso noto
in questo studio e' un'informazione piu' dettagliata e relativa
solo a quegli uomini che dubitano della propria paternita' ma in
realta' non aggiunge praticamente nulla al quadro generale del
fenomeno. ''E' vero che ci sono anche mariti ossessionati dal
niente e che magari chiedono di eseguire il test pieni di dubbi
in realta' infondati - ha aggiunto Dalla Piccola - ma questo
studio non ci da' informazioni in piu' per capire le dinamiche
della coppia legate a queste problematiche''. L'importante, ha
concluso il genetista, e' che questi test siano eseguiti secondo
la buona pratica clinica e cioe' di comune accordo tra i due
partner.
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